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Il Mio Teatro

Questo è l’estratto dell’articolo.

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Quante maschere nel mio teatro,i miei burattini

Oggi mi sorridono, sono felici… Eppure non si recita più

 

Guardo i miei volti di ieri, tutti importanti, ma nessuno…vero

Mi sento pinocchio, sono di carne o un pezzo di legno?

 

Mi chiedo, ahimè, inutilmente come ho fatto a recitare ‘si tante parti

Mi guardo mesta nello specchio dell’anima mia e… ci trovo

ancora innocenza!

 

Mi volto per un istante verso il mio teatro..Eppure i miei burattini

Sorridono..

 

Rivolgo lo sguardo al mio presente e… Incontro

occhi chiari, limpidi..

 

Vedo nei tuoi, i miei occhi e d’incanto torno a recitare

Vita

Dolcezza infinita, quando ti prende per un braccio la vita.

Ti indica dove andare, non quello che potresti trovare.

Che sale ci sarebbe, se ognuno ciò che sogno troverebbe?

Vita, che infinita è per chi vuole apprezzare ogni adagio che sa dare.

Ti arrabbi, resisti, ma è inutile persistere a voler cambiare ciò che il fato di fatto ti vuol dare.

Vita che consapevole, ma inconsapevole ti porta a recitare personaggi
in un teatro che solo tu puoi riempire, solo se in gioco ti metti e vuoi veramente capire

Vita che dirti: io ringrazio la mia buona stella,
unica sorella che veramente abbia capito il mio gusto per quello che non c’è
perché credimi dipende veramente da te

Quella Casa

Ho un sogno ricorrente, mi è compagno da quando adolescente cosciente diventata sono del valore da dare alla gente.

Uguale nella forma, ma con architetture diverse, scandito hanno il suo tempo le età diverse.

Chiesta non mi son,nel tempo, il significato,
un conforto io lo avevo trovato

Era il luogo ove perdermi potevo, né peso né pensiero.

Ho creduto fosse inganno: l’illusione di un tempo, un posto senza dimensione

Con gli anni ho acquisito che quel posto è il desiato o quello mai trovato

Così tra sogno e realtà, il tempo scandito il passare dell’età

Ma quella casa ancora vedo e chiesta mi sono, vivo il reale o un sogno?

Quella casa è nel mio cuore che chiede e vuole amore,
la casa di una innocenza che sei conscia che senza lei non puoi restare.

E ci sarà

Nel tempo, nel vento, in quel che sogni ci sarà il tuo mondo migliore.

Una mano tesa, un eloquio senza offesa, un sorriso piccino che fa capolino
nel viso sincero di chi vede il mondo bambino.

Ci sarà la speranza che intercala la costanza di chi arrendersi non sa, ma al contrario sognare potrà.

Ci sarà un posticino per quel fanciullino che ogni uomo ucciderlo non vorrà.

Ci sarà un posto anche per me che vivo sospesa tra il forse e il se,
che vedo nella gente quel tutto e il niente,
che ancora vuol scoprire cosa succede al sole nel suo morire.

Gente che comprendere saprà che la vita è occasione,
una piccola emozione che trema e frena,
un’aspettativa che vive veramente in un cuore che alzarsi vorrà
tra le insidie, infide vicende di un cammino in compagnia di si tanta gente.

Balletto

Mi domando cosa ci sia di male tra il pensare e il fare:
condizionati comunque siamo da quel che abbiamo

Il pensiero corre parallelo ad un sogno, ad una idea che si erge  fiera,
ma il ritorno alla fredda realtà ti interfaccia con la crudeltà
di un freddo interludio che vorresti non aver fine.
Delude alfine che tu pavida e timorosa non possa essere quell’eroina
che nei tuoi pensieri, con corazza e scudo
riesce a tenere testa ad un futuro crudo.

Il balletto del tuo intelletto continua a roteare
e come una spirale dalle dure maglie
tu corri e rimbalzi,
sei nuda e a piedi scalzi.

Il balletto non ha fine, stolida tu rimani con le tue rime,
come potresti cambiare? Quale il passo ritmato per staccarti da quel passato?

Continui a ballare,
il ritmo cambia,
attraverso i tuoi occhi il tuo andare
e intanto pensi al tuo stato attuale:
alla voglia e alla tua incapacità di saper volare.

Una stella

Riesci a vederla, è lì luminosa e bella, la tua stella.

Non l’hai adottata, forse il contrario, luminescente ti parla, rievoca il tuo passato.

Un angelo? No, è troppo luminosa,
sicuro la mano di Dio mostra, ma è la tua stella quella
che il cammino indica, ma non interviene su ciò che il tuo libero arbitrio vuole fare,
sulle svolte che vuoi dare.

Ho parlato con la mia stella,
lei, gemella, un sorriso mi ha mostrato
quell’incontrato dal passato,
una traccia deve dare al continuo tuo andare.

Stella, stellina che continuo a vedere,
un segno ti chiedo nel mio stare a sedere.

E se

Che strane sensazioni sollecita il cuore, quando del futuro non v’è traccia.

Che strani pensieri ti afferrano, quando nel silenzio confezionato di un momento, arriva…

Ti chiedi, ma non hai argomenti,
sconfitto resti lì, inebetito dagli eventi.

E se roteassi come la pallina in un gioco,
dove la buca è una risposta che non puoi trovare,
puoi solo provare a dare indebite risposte
che alla fine sono risposte nei tuoi desideri.

“E se” è li sospeso, frainteso, non accettato
solo un affettato modo di concepire la vita nel suo divenire.

Non voglio per me
e se mi arrovello il cervello per quel cavillo che in ogni situazione c’è ,sogno?
No, solo la concreta e segreta risposta
che da quando al mondo veniamo” i se e i ma” non hanno spazio nella realtà
di chi altro non vuole che quel altrove che confezionato è già.
Il coraggio di compitarlo è un diverrà.

Angelina

Se pur grande, rimasta piccina con il cuore puro di una bambina:
contaminato mai hai il tuo ieri  con desideri non condivisi, solo divisi da un tempo che tu hai sempre reso contento.

Mi eri sorella, nel suo alto significato, non sangue né fato,
solo quel tuo essere piccina che continuava un gioco di bambina.

Il tempo non ha scalfito il modo di sentire e, ora che te ne sei andata, la portata del tuo modo di vedere illumina il nostro far della sera.

No, non puoi averci lasciato… forse solo fisicamente,  ma quel tuo essere contenta del poco, del niente, ancora impera negli sguardi sinceri di chi ha avuto la pazienza, la costanza sincera di vedere in te una donna vera.

Angelina oggi rivolgo a te una preghiera, che tu sola esaudire puoi:
non dimenticarti mai dell’affetto sincero incerto degli affetti tuoi.

Serena puoi stare perché ,chi ti ha amato, dimenticare non potrà il tuo sorriso, la tua intensità.